Musica

BACHI DA PIETRA - Quintale LP/CD (Woodworm/La Tempesta, 2013)

Già dalle prime note un quintale di pietra si abbatte, lapidario, sull’ascoltatore, che posato il disco sul piatto, già pregusta il blues sporco, cavernoso e primitivo a cui i Bachi Da Pietra lo hanno sapientemente abituato. E invece, una fitta sassaiola sibilante lo centra in pieno volto, ruvida roccia dura gli graffia la pelle e gli scheggia i denti, prendendolo completamente alla sprovvista.
Rinchiusisi nel bozzolo nel 2011, i bachi hanno iniziato ad intessere nuove trame, indurendo la corazza e le sonorità, nutrendosi solo di hard rock e metal: Quintale è il loro quinto album, ed è la più estrema delle loro metamorfosi.
Cupo, oscuro come non mai, il sound dei nostri si è aggravato, appesantito ed indurito a livelli mai raggiunti: complice una registrazione tripla A (un processo completamente analogico dalla registrazione, al missaggio al mastering) a cura di Giulio Ragno Favero, e la collaborazione con Arrington De Dionyso al sax (che contribuisce non poco all’inasprimento: Coleotteri, Pensieri parole opere ne sono esempi eclatanti), l’album è un concentrato di violenza sonica e verbale, le chitarre gracchiano e stridono metalliche, mentre la batteria, che a vedersi è minimale come al solito, sembra invece colossale, e chiudendo gli occhi, si rimane increduli per come sembri di percepire un doppio pedale prettamente metal.

Nonostante in alcuni brani l’aggressività si plachi (Fessura, Dio del suolo, Enigma), la tensione non cala e l’album scorre fluido, un turbine nero di passione nera. Assolutamente consigliata, per gli audiofili, la versione vinilica, in quanto formato prescelto per il processo analogico AAA.

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