Mamma Kappa | Voci dal Baffo

Diario di una mamma Kappa - 5 Star system’s mode: off

 

Cari bloggisti,
nella scorsa puntata vi ho parlato di quando e quanto ho subito volentieri il fascino dello star system, raccontandovi del mistero glorioso del palcoscenico, della rivincita della musica brutta, del traformismo nella sua apoteosi, permettetemi oggi di soffermarmi un’ultima volta su questo argomento con nostalgico ardore.
Il tangibile del Karemaski è altrettanto affascinate quanto l’intangibile: se da una parte cioè abbiamo la magia dell’entertainment, la forza trascinante del trash, il devasto delle feste che iniziano all’una e si protraggono fino alle 6 di mattina quando qualche stakanovista con sembianze non più umane viene spinto fuori dal locale, ci sono oggetti, angoli del Karemaski, accessori che meritano la stessa menzione d’onore.

Il primo, il sancta sanctorum delle feste al Karemaski, è il Camerino, in una veste insolita di Triangolo delle Bermude: numerosi oggetti vi sono scomparsi durante le feste trash dopo lo scoccare della mezzanotte e non sono stati più ritrovati: una paio di ali da angelo, due paia di fuseaux leopardati, un paio di occhiali da sole dei cinesi e un paio di occhiali da sole NON dei cinesi, rossetti, ombretti, fard, boa di struzzo, calze con i brillantini, calze a rete, parrucche e giacche glitterate.

C’è una colonna del locale a cui ho visto appoggiarsi un tipo per poter dormire in piedi durante una nostra esibizione; ci sono i boa di struzzo, quelli sopravvissuti al Triangolo, roteati in aria da agitatrici di folle, c’è un capotasto umano in cui mi sono trasformata durante una serata, quando il chitarrista si è reso conto di non avere il capotasto (quello vero) per suonare un pezzo che era fuori dalla scaletta ( il mio dito indice si è incancrenito al termine della canzone, ma come si suol dire “The show must go on”…); ci sono cartoni del Pandoro trasformati in maschera di Darth Vader, ci sono i leggii, che non bastano mai e allora si improvvisano i testi delle canzoni tanto-la-gente-conosce-a-memoria-t’appartengo-e-non-se-ne-accorge, ci sono le birre in camerino per gli artisti e l’ultimo cocktail della serata, che ti bevi quando l’esibizione è finita, ti sei cambiata, e scambiando due chiacchiere col barista volontario di turno improvvisamente ti viene in mente Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri e allora chiedi: “Suonala ancora Zlatan”!!!!

Stay trash, stay foolish, stay tuned

Dolores