Approfittando del fatto che tutto lo staff del Karemaski è immerso nell’organizzazione de “La Città Invisibile”, il solito misterioso individuo affetto da graforrea ha malignamente inserito nei nostri server quest’altro spezzone. Aiutateci! - N.d.B.
Quasi un fotoromanzo
Dramma a puntate in ordine sparso
Nelle altre puntate, prima e dopo, c’è la tragedia di un uomo.
Puntata n. 9
Un telefono viene fatto squillare.
«Pronto.»
«Pronto.»
«Sei tu.»
«Sì Giulia, sono io. Scommetto aspettavi qualcun altro.»
«In che senso.»
«Visto che ora abbiamo un nuovo fidanzato.»
«Ma di cosa parli.»
«Ti hanno vista.»
«Mi hanno vista cosa.»
«Ti hanno vista in giro con quello lì.»
«Ma chi.»
«Come chi, quello lì, quello che sembra finocchio, quello che dicevi è solo un amico è solo un amico e invece è un finocchio.»
«Chi.»
«Come chi, quello lì, quello che va a correre con il gel nei capelli e le palle di fuori.»
«Ariele.»
«Ariele.»
«È un mio amico.»
«È un tuo amico.»
«Sì.»
«Ma adesso la gente pensa male.»
«Come pensa male.»
«Pensa male, pensa che state insieme.»
«Non stiamo insieme.»
«Ma la gente lo pensa.»
«Che vuol dire la gente.»
«La gente vuol dire la gente.»
«Vuoi dire te.»
«Voglio dire la gente.»
«Embhè.»
«Come embhè.»
«Anche se fosse.»
«Come anche se fosse.»
«Sì, anche se fosse.»
«Pensi che io ci farei una bella figura.»
«Cosa c’entri te.»
«Come cosa c’entro.»
«Tendi a scordarti che io e te non stiamo più insieme.»
«E cosa vuol dire.»
«Vuol dire che posso vedere chi mi pare. E comunque Ariele è un amico, lo sai.»
«Sì, ma sembra finocchio.»
«Ancora.»
«Che figura ci faccio, farsi sostituire da uno che poi la gente si mette a pensare: è pure finocchio.»
«E io che ti sto anche ad ascoltare.»
«Mi rovini la piazza.»
«See.»
«Ed è ebreo.»
«Quindi.»
«Niente.»
«Sei fatto anche razzista.»
«Io. Scherzi.»
«Allora.»
«Niente, per dire.»
«Per dire cosa.»
«Niente. Ma gliene manca un pezzo.»
«Cosa.»
«Da piccoli gliene tagliano un pezzo.»
«Quanto sei cretino.»
«Volevo che avessi davanti un quadro chiaro.»
«Ma sei serio.»
«Il mio è intero.»
«Anche il suo è intero, idiota.»
«Quindi gliel’hai visto.»
«No.»
«Allora come fai a saperlo.»
«Circonciso non vuol dire evirato.»
«Come vuoi.»
«Tu hai dei problemi.»
«Mi hanno detto che beve, lo sai.»
«Sì, va be’, ti saluto.»
«Che beve la droga.»
«See Ciao.»
«Mentre picchia gli animali.»
«Ti saluto.»
«Gattini più che altro. Ciechi.»
«Ciao.»
«Con un bastone a punta.»
«Ho detto ciao.»
«E con Nadia come la metti. Come l’ha presa.»
«Addio.»
«Aspetta.»
«Ma insomma cosa vuoi.»
«Avrei bisogno di vederti.»
«Io no.»
«In che senso.»
«Nel senso che avrei bisogno del contrario, piuttosto.»
«Cioè avresti bisogno di non avere bisogno di vedermi.»
«No.»
«Non capisco.»
«Ossignore.»
«Comunque avrei bisogno di vederti.»
«Perché.»
«Come perché.»
«Dimmi perché, dammi un motivo.»
«…»
«Allora. Sto aspettando.»
«Hai dimenticato uno scatolone a casa.»
«Non credo.»
«Davvero. È qui davanti a me.»
«Ah sì.»
«Giuro.»
«E cosa ci sarebbe dentro.»
«Eh, non so, è chiuso.»
«Aprilo.»
«Non posso.»
«Perché.»
«È maleducazione. E reato.»
«Ti do il permesso. Aprilo.»
«No. È un trabocchetto. Io lo apro poi dici che sono maleducato e poi mi denunci. Conosco persone che ci sono finite dentro.»
«Sai cosa penso.»
«Cosa.»
«Penso che non ci sia nessuna scatola.»
«Pensi che non ci sia nessuna scatola.»
«Già.»
«Mi stai dando del bugiardo.»
«Esatto.»
«Ma la scatola è qui, qui davanti a me.»
«Aprila allora, smentiscimi.»
«Oh, l’hai detto tu, io apro.»
«Apri.»
«Sicura.»
«Sicura.»
«Non è che poi viene fuori che io frugo nelle tue cose e tu mi denunci, come l’altra volta.»
«L’altra volta mi sei entrato in casa di notte. Con un piede di porco.»
«Come vuoi. Io apro allora.»
«Apri.»
«Vorrei qualcosa di scritto. Un salvacondotto.»
«…»
«Apro…»
«Allora.»
«Allora cosa.»
«Allora dentro cosa c’è.»
«Mah. Cose, oggetti, niente di che.»
«Non c’è nessuna scatola, vero.»
«No.»
«Ciao.»
«Ciao.»
Fine puntata n. 9
