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FAST ANIMALS AND SLOW KIDS - Hýbris LP/CD (Woodworm, To Lose La Track, 2013)

Appena uscito, questo disco ha fatto parlar di sé come pochi altri, e con un hype serpeggiante ha invaso la rete dallo scorso ottobre: continui richiami, rimbalzi, parole spese, in attesa che, questo marzo, uscisse il tanto atteso nuovo album dei FAST ANIMALS AND SLOW KIDS. Inutile dire che l’aspettativa non è stata tradita, e che il quartetto perugino ha colto nel segno.
Rompendo gli schemi, ho deciso di non parlare del disco personalmente (essendo di parte: sono buoni amici, sia loro che le persone coinvolte nella produzione), ma di copincollare una email che mi ha fatto molto piacere leggere, di un altro amico di cui ho parlato e che ha avuto la possibilità di ascoltare il suddetto Hýbris prima che uscisse. Ecco cosa ha da dire al riguardo:

… volevo solo dirti che Hybris è un gran disco. Era da tanto tanto tempo che un disco di (indie) rock italiano non mi faceva un effetto così dirompente. Un disco cazzuto, in faccia, che ha personalità (cazzo, che personalità!) anche quando sbaglia. Una voce finalmente convincente e convinta che dice cose non idiote (anche se non posso perdonare passaggi come “i giorni miei” o le rime insistite “sai/ormai/noi”, aggravate dalla seconda singolare coniugata al futuro). L’ultimo, Bachi (da Pietra, ndr) a parte, è stato Death Of Anna Karina, e a parte Massimo Volume (sempre) e gli Afterhours (a fasi alterne), abbiamo finito.
Una voce che anche quando non regge o quando fallisce l’intenzione (la traccia 7) lo fa a testa alta. Una chitarra ineccepibile, veramente epica e melodicona che non ne sbaglia una e trascina di brutto. Una sezione ritmica solida che, a parte una figura tanto Arcade Fire nella traccia 8 (se non sbaglio), non molla mai, e ottimi arrangiamenti di archi (Manzan non sbaglia) e fiati (super). Anche queste fanno un po’ Arcade Fire, ma finalmente un gruppo indie italiano osa farlo bene e con consapevolezza. Ecco, il disco sprizza consapevolezza, la giuste dose di arroganza e sfacciataggine (Hýbris…), la scuola screamo che tiene in piedi tutto e fa la differenza tra un emulo di Agnelli (che si sente, ma d’altronde è rock in italiano, i riferimenti sono quelli…) ed uno che ha l’hardcore nel pedigree. Complimenti.

Queste parole le ha scritte Bruno Dorella, una delle menti (e mani) dietro a progetti quali Bachi da Pietra, Ronin, Ovo, e molti altri. Uno che di musica, vi assicuro, ne sa a pacchi. E se lo dice lui, che questo disco è una bomba, potete fidarvi.

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