Dice sia l’ultima puntata. Dice. (N.d.B.)
Quasi un fotoromanzo
Dramma a puntate in ordine sparso

Puntata n. 2
Un soggiorno, una coppia. Lei sulla porta, sta per uscire. Lui sul divano, sta per giocare a FIFA 2014; lo ha appena comprato ed è un gioco che spacca il culo, sta pensando lui, che Pro Evolution Soccer gli fa una emerita sega e chi sostiene quella cazzata della miglior giocabilità è come quelli che la Juve ruba o Morandi mangia la merda: fantasie di persone invidiose.
«Allora io esco.»
«Ciao Giu’.»
«Ciao.»
«Ah, Giulia, una cosa.»
«Dimmi.»
«Ho fatto un sogno.»
«Hai fatto un sogno.»
«Sì, te lo racconto.»
«Ma sto uscendo.»
«Allora, ascolta: ho sognato che andavi a fare un aperitivo con Lenny Kravitz e un po’ di amici suoi.»
«Ah.»
«Lui era passato a prenderti e io ti chiedevo: ma torni?. E te: sì, ma 4 o 5 ore mi ci vorranno.»
«Giusto.»
«E io: ti aspetto sveglio? E te: ma no, vai vai, vai pure a dormire.»
«Interessante. E poi.»
«E poi niente. Ero un po’ geloso.»
«Be’…»
«Cosa.»
«No, dico, Lenny Kravitz.»
«È molto basso Lenny Kravitz.»
«See, va be’.»
«Comunque io ho preso la chitarra e mi sono messo a suonare dei pezzi di Ben Harper. Per fargli vedere che non avevo paura.»
«E lui.»
«Lui ha continuato ad essere basso.»
«Capisco.»
«Te, invece, eri truccatissima. E anche un po’ zozza. E era strano perché di solito non ti trucchi mai e non sei mai zozza»
«Sì, va be’, senti, io devo andare, mi aspettano qui sotto.»
«Ma dove vai, di preciso.»
«Te l’ho detto, vado con quelle ragazze.»
«Quelle ragazze.»
«Sì, del lavoro.»
«A fare cosa.»
«Un aperitivo.»
«Un aperitivo.»
Delle voci dalla strada. Il nome Giulia viene chiamato.
«Senti, mi chiamano.»
«Ti chiamano.»
«Sì.»
«Ci sono anche degli uomini.»
«Te l’ho detto: i colleghi.»
«Tu hai detto quelle ragazze.»
«C’è anche Nadia, siamo quasi tutte ragazze.»
«Quasi.»
«Sì, quattro ragazze e un ragazzo, lo conosci.»
«Quello straniero.»
«Non è straniero, è ebreo.»
«Sì sì, mi ricordo, coso lì, Cristo.»
«Si chiama Ariele.»
«Sì, lui.»
«Dai, io vado.»
«Vai vai. Ciao.»
«Ciao.»
«Ah, Giulia.»
«Cosa.»
«Ma cos’hai in faccia.»
«In che senso.»
«Cos’hai, sei strana, cos’è quello.»
«Cosa.»
«Lì, sugli occhi.»
«Qui. Ma niente. È eyeliner.»
«Eyeliner.»
«Sì.»
«E quelli.»
«Questi. Stivali, sono stivali.»
«Ah, ecco, mi pareva.»
«Posso andare ora.»
«Vai vai. Poi torni.»
«Torno torno. Cioè, 4 o 5 orette mi ci vorranno.»
«Vuoi che ti aspetti sveglio.»
«Ma no, vai vai, vai pure a dormire.»
Una ragazza esce dalla porta, un ragazzo immagina di alzarsi dal divano, correre in camera, tornare con una chitarra e affacciarsi al balcone.
«I knew a girl
Her name was truth
She was a horrible liar
She couldn’t spend one day alone
But she couldn’t be satisfied»
Poi smette di immaginare. C’è da fare la formazione, cambiare modulo e togliere Giovinco. FIFA 2014 te lo permette.
Fine puntata n. 2
