Rubriche | Voci dal Baffo

Il Baffo e il Grande Inquisitore

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Piccola notizia flash che tanta gioia ha generato nell’animo dell’uomo coi Baffi, che veglia su di noi il fine settimana.

E’ uscito in libreria il nuovo prodotto di una delle raffinatissime menti che frequentano il nostro Circolo. Si tratta di un saggio a più mani dal titolo “Il Grande Inquisitore. Attualità e ricezione di una metafora assoluta“, indovinate un po’ a chi è dedicato il tomo?

Ne riportiamo la sinossi… (qui il link alla pagina della Casa Editrice Mimesis)

Come un magnete, la Leggenda del Grande Inquisitore ha attratto l’attenzione dei protagonisti della cultura europea del Novecento. Ma la sua attualità non sembra venir meno nel nuovo millennio: molti sono gli interpreti dell’età globale che continuano a leggere il racconto di Dostoevskij come una storia che parla sempre di noi, abitanti della tarda modernità. A cosa si deve la persistente attualità della Leggenda? Che cosa ci svela della condizione umana lo scontro che si consuma nel carcere di Siviglia? Questo volume collettaneo si propone un duplice obbiettivo: offrire una riflessione filosofica sulle ragioni della rilevanza del racconto dostoevskijano nel nostro presente, e tratteggiare una mappa della presenza della Leggenda nella cultura europea novecentesca. Il Grande Inquisitore e il suo Prigioniero silenzioso si rivelano così i protagonisti di un racconto passibile di infinite interpretazioni: un materiale metaforico indispensabile a definire le aspettative di un’epoca e i suoi orizzonti di senso.

Capito? O siete corsi a cercare un dizionario? Noi ci siamo bloccati alla parola “collettaneo”…

Sappiate, dunque, che oltre a provocare dei terribili mal di testa domenicali, il Karemaski è anche in grado di stimolare le coscienze a produrre opere di siffatto spessore.

Un ringraziamento particolare a Renata ed Enrica da tutta la ciurma de “il Baffo” e del Circolo per quest’inaspettato omaggio.