Come da tradizione del cinema horror ecco il sequel del mio articolo sui venti film per Halloween. Quindi munitevi di birra e junk food e mettetevi comodi, e buona visione.
The Wicker Man (id.) 1973 di Robin Hardy. In una remota isola della Scozia la popolazione celebra ancora oggi, sotto la guida dell’eccentrico Lord Summerisle (Christopher Lee), le antiche divinità pagane con pittoreschi festeggiamenti. Ma sotto la facciata folkloristica si cela una realtà ben più inquietante, come scoprirà un poliziotto giunto sull’isola per indagare sulla scomparsa di una bambina. Considerato in tutto il mondo un classico, in Italia The Wicker Man rimane poco visto e tutt’ora inedito (contrariamente al pessimo remake con Nicholas Cage). Un film horror atipico e surreale, un allegoria dello scontro tra culture,pregno di momenti genuinamente inquietanti. Il Ritorno dei Morti Viventi (The Return of the Living Dead) 1985 di Dan O’Bannon.Niente più apocalissi planetarie, niente più disperazione, niente più torme di pallidi non morti: in questo seguito apocrifo de La Notte dei Morti Viventi, gli zombi creati da Romero subiscono un restyling decisamente giocoso. Stavolta la storia si volge in un cimitero dove un gruppo di scafati punk affronta zombi affamati di cervelli. Il film è zeppo di umorismo nero e, a parere di chi scrive, vanta alcuni degli zombi più belli della storia del cinema: veri e propri cadaveri in avanzato stato di decomposizione, tratteggiati con un piglio quasi fumettistico. Il Tunnel dell’Orrore (The Funhouse) 1981 di Tobe Hooper. Un gruppo di ragazzi decide di nascondersi in un Luna Park dopo l’orario di chiusura. Si rivelerà una pessima idea, poiché saranno testimoni di un omicidio perpetrato dal mostruoso e deforme figlio del proprietario, il quale inizierà a dare loro la caccia. Partendo da questo canovaccio non originalissimo Tobe Hooper confeziona un omaggio al “mestiere” dell’horror , obbiettivo chiaro fin dalla sequenza in soggettiva che apre il film, che cita in una botta sola Halloween, Psycho e il cinema di Dario Argento. Gli elementi sono sempre i soliti, così come le attrazioni dei luna park sono sempre le stesse, e sta al regista trovare sempre nuovi espedienti per terrorizzare il pubblico come fa Hooper in questa pellicola. Cronos (id.) 1993 di Guillermo del Toro. Nella sua opera prima Guillermo del Toro mette in scena una radicale rilettura del mito del vampiro. Al centro della vicenda troviamo un anziano commerciante di antichità, Jesus e sua nipote, i quali si ritrovano tra le mani un artefatto a forma di insetto in grado di dare la vita eterna, trasformando chi lo usa in un vampiro. Ovviamente l’artefatto fa gola a molti. In questa pellicola il vampiro è più affine all’insetto che al pipistrello, e non manca un ardito parallelismo con la figura di Cristo. In Cronos si ravvisano già i temi delle opere più personali di Del Toro, quali la sua simpatia verso i mostri e lo sguardo dei bambini sul tragico mondo che gli adulti lasceranno loro. La Città dei Mostri ( The Haunted Palace) 1963 di Roger Corman. Nonostante il titolo originale ammicchi all’omonima poesia di Edgar Allan Poe, La Città dei Mostri è uno dei primi tentativi di portare su schermo gli orrori cosmici di H.P. Lovecraft. Charles Dexter Ward si reca nello sperduto paesino di Arkham per prendere possesso di un lugubre castello appartenuto ad un suo avo dedito alla stregoneria e al culto dei Grandi Antichi. Neanche il tempo di disfare le valigie che l’anima dell’antenato prenderà possesso di Charles, intenzionato a proseguire i loschi affari iniziati un secolo prima. Pur con diversi limiti, il film riesce a catturare l’atmosfera del folle universo narrativo creato dallo scrittore di Providence. Gran parte del merito è della doppia interpretazione di Vincent Price, nei panni di Charles e del suo mefistofelico antenato. Scuola di Mostri (Monster Squad) 1987 di Fred Dekker. Un altro film ideale se trascorrete Halloween con figli\fratellini\nipotini, ma nonostante ciò davvero divertente. Un gruppo di ragazzini delle elementari appassionati di film di mostri deve impedire al redivivo Conte Dracula di impossessarsi si un potente artefatto magico. Per riuscire nell’impresa il vampiro ha radunato i vecchi compagni di merende ovvero Frankenstein, l’Uomo Lupo, la Mummia e il Mostro della Laguna Nera. Una sorta di “i Goonies con i mostri”, che può vantare le splendide creature ad opera Stan Winston (Aliens, Terminator, Jurassic Park), versioni aggiornate dei classici mostri della Universal. The Devil Rides Out (id.) 1968 di Terence Fisher. Almeno tre nomi grossi dentro a questo film a base di satanismo e stregoneria : alla regia c’è Terence Fisher, alla sceneggiatura Richard Matheson ( lo scrittore di Io sono Leggenda), come protagonista Christopher Lee. Due nobiluomini inglesi scoprono che un loro amico è caduto tra le grinfie di un culto satanico. Cercheranno di salvarlo ma si attireranno contro le ire dello stregone a capo della setta, dando inizio ad uno scontro a base di arti arcane. Film dal ritmo sostenuto e pieno di colpi di scena, alcune sequenze sono inquietanti e perturbanti ancora oggi come l’apparizione del Diavolo nel bel mezzo del sabbath. Storia di Fantasmi Cinesi (Sien nui yau wan) 1987 di Ching Siu-Tung. Storia di Fantasmi Cinesi è l’unico film può mettere fine alla diatriba tra film dell’orrore e film romantico che puntualmente rovina le vostre serate di coppia. Nell’antica Cina, un giovane e goffo esattore delle tasse decide di passare la notte in un tempio abbandonato, dove incontra una sfuggente ragazza di cui si innamora. Purtroppo la ragazza è un fantasma, ed è stata promessa in sposa ad un demone. Tratto da un racconto del XVIII secolo, il film è un caleidoscopio di invenzioni, trovate fantasiose e personaggi bizzarri, su tutti il demone androgino dotato di una gigantesca lingua prensile, ma è anche la storia di un amore davvero impossibile che ha intenerito anche un blocco di granito come il sottoscritto. Carnival of Souls (id.) 1962 di Herk Harvey. Mary è l’unica sopravvissuta ad un disastroso incidente stradale. Da quel momento è perseguitata da una spettrale figura che la segue ovunque e che sembra poter vedere solo lei. Si tratta di uno spirito dal mondo dei morti? Oppure è solo una proiezione del suo senso di colpa per essere sopravvissuta all’incidente? Horror anomalo, permeato da un atmosfera onirica e rarefatta, ricco di visioni disturbanti che per certi aspetti anticipano gli incubi di David Lynch. In Carnival of Suols la paura non è veicolata tramite effettacci o mostri, ma attraverso la progressiva frammentazione della realtà come la conosciamo. Hiruko the Goblin (Yōkai Hantā: Hiruko) 1991 di Shinya Tsukamoto. La tomba del demone Hiruko viene violata da alcuni incauti esploratori. A farne le spese sono alcuni studenti e un bizzarro archeologo, rimasti intrappolati all’interno della scuola che sorge sopra il sepolcro. Nonostante il regista Tsukamoto (noto principalmente per Tetsuo: the Iron Man) lo abbia realizzato per raccogliere fondi per i suoi progetti più personali, in Hiruko the Goblin è riuscito ad infondere tutta l’energia e l’inventiva dei suoi lavori più blasonati. La trama, banalotta a dire il vero, è un mero pretesto per mettere in scena un serraglio di creature mostruose e mutazioni fisiche: si va da un ragazzo sulla cui schiena si materializzano cicatrici dalle fattezze di volti ad una testa mozzata a cui spuntano zampe da ragno, passando per una serie di visioni infernali assortite. Da riscoprire. 
