Musica

Una chiacchierata con Steno e molte altre faccende.

Cari Baffi, questa volta proviamo a fare un esperimento. Non sappiamo se andrà in porto, ma intanto siamo partiti.

Nel corso di una serata, fra i concitati momenti della preparazione della sala e l’inizio vero e proprio del concerto ci sono alcuni momenti di tranquillità. Avremmo potuto continuare ad usarli per raffreddare il cervello e fare dello stretching per rendere ancor più armoniose le danze fra spine della birra e shaker.

E invece, niente. Abbiamo trovato il modo di occupare anche quest’ultimo ritaglio di tempo (è tutta una scusa: io, ad esempio, non avevo voglia di lavare i piatti).

In fondo, bastavano solamente una telecamera (grazie mamma!), un volenteroso intervistatore (grazie Pedro!) e cinque o sei diottrie perse davanti al monitor, ma non nel SOLITO modo.

Vedremo di proseguire la videofaccenda; in fondo, dal nostro camerino passano molte persone interessanti e sarebbe un peccato lasciarsele sfuggire. Una di queste è sicuramente Steno, storica voce dei Nabat: abbiamo quindi preso al volo l’occasione fornitaci dalla loro presenza come headliner all’interno dell’Old Style Street Festival.

Grazie al sequestro-lampo di Steno, rinchiuso nel buio del nostro camerino (una prigionia di lusso, comunque) siamo in grado di esibire una meravigliosa video-intervista che farà da filo conduttore al girato della serata.

Poche parole per concludere:

  • Ce ne duole per la qualità audio, ma questo passa il convento.
  • prima parte: I Nabat, Steno, Bologna, gli anni ’70, No Future, il blues, la voce della rivolta

  • seconda parte: Paolino (un uomo di poche parole), I Mannaia ’77, i Drunken Nights e il gran finale con “Italia degli Sfruttati”

O vai!

 

 

 

Qui la fotogallery della serata.

Powhatan

 

 

 

 

 

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