Eravamo rimasti alla ciccia, all’hardware che dovete avere a disposizione per tirare su questo stramaledetto Access Point.
Adesso le cose si faranno un pochino più complicate e varieranno in base alle vostre esigenze.
Elencherò i passaggi necessari per la configurazione che abbiamo utilizzato al Karemaski.
Mi scusino fin da ora gli utilizzatori di sistemi Linux e Apple, ma qui siamo poveracci e incompetenti.
Prima cosa: dobbiamo installare zeroshell sul supporto che abbiamo stabilito (nel nostro caso una bella pennetta USB).
Zeroshell è una distribuzione linux, di conseguenza vi servirà un hd o una pennetta espressamente dedicata. Non vi preoccupate, della formattazione in EXT (il filesystem di linux) si occuperanno i programmi che utilizzerete.
Cominciamo: avrete bisogno dell’ultima versione di Zeroshell scaricabile qui: l’ultima disponibile è la 2.0.RC2, ma è un progetto in continua evoluzione, quindi attenzione agli aggiornamenti.
A dire il vero, abbiamo abbandonato questa release dopo qualche mese, tornando alla più vecchia 1.0.beta16, perché la nuova versione non era compatibile con lo script che utilizzavamo per inserire gli utenti e toccava spaccarsi i cabasisi e inserirli uno ad uno.
Sì, ciao. Mettili te 2000 soci.
Questa è una fase che richiede di utilizzare l’hard/sd su un pc terzo o sullo stesso pc che volete utilizzare come router o su un altro, che quindi avvierete con un sistema operativo windows. Va benissimo anche un live cd, come quello che potete creare con Hiren’s Boot CD.
Dovrete rimuovere ogni tipo di formattazione dal vostro hard disk/sd destinato a Zeroshell, cancellando tutte le partizioni e trasformandole in RAW (spazio non partizionato). A volte windows con il normale strumento Gestione Disco da Strumenti di Amministrazione->Gestione Computer->Archiviazione dà qualche problema in questa fase, o almeno, a me ne ha creati. Per risolvere, ho utilizzato easeus partition manager, ma potete affidarvi anche ad altri tool, free o meno.
Adesso utilizzate un programmino tipo physdiskwrite http://m0n0.ch/wall/physdiskwrite.php che, dice, è l’unico che funzioni sotto windows 7. Tanto per non sfidare la sorte, fate anche voi così. Fate estrema attenzione, perché selezionando l’hard disk sbagliato, ne cancellereste tutti i dati. Per sicurezza rimuovete pennette, sd card, hd esterni e tutto quello che in questo momento non è necessario. State soli e in intimità col vostro hard disk di sistema e il volume su cui volete installare zeroshell.
potete usare la versione da riga di comando, come descritto in questa guida (ricordatevi di dare i diritti di amministratore a cmd.exe).
physdiskwrite -u [nome del file .img da installare]
o la più pratica versione GUI (graphic user interface), che dovrebbe evitare di compiere fatali errori.
Ho trovato una versione in tedesco, ma dovreste cavarvela lo stesso. Io ad esempio, in tedesco so solo dire “Spiel mit Mir?”, che vuol dire “giochi con me?” unica reminescenza di un corso di tedesco in quinta elementare nel corso di uno scambio con una scuola della DDR, potenza del tempo pieno. Non mi hanno mai voluto dire la traduzione di “Viva la foca”. Non le ho mai perdonate per questo, maledette insegnanti crucche, anche se compagne, ed alfieri del socialismo.
Dopo qualche minuto di macinìo, dovreste aver pronta la vostra versione di Zeroshell su pennetta/hd.
Se la scheda madre che avete a disposizione è in grado di eseguire un boot da sd, siete a cavallo.
Se, come noi, odiate l’ippica e soprattutto avete tra le mani un potentissimo pentum III, col cazzo che la scheda partirà da USB. Abbiamo risolto in un modo un po’ macchinoso.
Avete presente i floppy? Quei meravigliosi dispositivi di stoccaggio dati in grado di contenere ben 1,44 Mb di dati? Ecco, catorci come quelli che avevamo a disposizione sono in grado di fare il boot da lì.
Vi servirà PLOP boot manager (l’onomatopea significa che se avete bisogno di questi artifizi, siete già nella merda) http://www.plop.at/en/bootmanagers.html
Per sicurezza leggetevi la documentazione.
In breve, andrete a creare un’immagine del boot manager, che potrete personalizzare (io ad esempio ho fatto in modo che non aprisse alcuna finestra di selezione, ma andasse a cercare direttamente sulla chiavetta Zeroshell, selezionando l’opzione Hidden USB, come si vede nell’immagine, grazie all’utilissima GUI per windows compresa nel pacchetto (dentro a \plpbt-5.0.14\Windows). Poi la butterete su floppy, grazie ad apposite utility, come rawwritewin.
Un altro problema che si può verificare utilizzando questi dispositivi è che di solito i floppy che si hanno a disposizione non sono esattamente nuovi nuovi. Frugando nel vecchio archivio del mio primo computer, un Macintosh LC, ne ho recuperati alcuni, ma per riuscire a realizzare una versione funzionante ho dovuto buttarne via una mezza dozzina. Si sono contate perdite terribili, come la versione 2.0 di Word e una serie di salvataggi di Loom.
L’unico che ha retto lo stress è stato il cimelio fotografato più sopra targato “La Musicale Aretina”. Dotatevi quindi di un’adeguata scorta di floppy per sostituire quelli eventualmente marci.
Ok, a questo punto avrete un pc con zeroshell che partirà direttamente all’avvio. Trattandosi di un dispositivo che dovrà stare sempre acceso (almeno nel nostro caso), vi consiglio di modificare le impostazioni di boot. Nella schermata del BIOS ci dovrebbe essere qualcosa del tipo “Boot up after power failure”, che riavvierà il computer automaticamente dopo un distacco di corrente. Ecco, utilizzate questa funzione ed eviterete telefonate tipo “Non funziona internet, come mai?” “Hai controllato se è acceso il computer”? “Ehm, no”.
Conversazioni come questa avvengono più spesso di quanto pensiate.
Bene, adesso c’è da installare dd-wrt sul vostro Access Point e la faccenda è piuttosto rognosa. Ma niente paura. Aspettate un altro paio di mesi e avrete tutte le risposte nella terza puntata di questo viaggio.
