Per il secondo anno di fila, Sons of Vesta, mini-etichetta indipendente nata nell’aretino ormai otto anni fa, celebra il suo “compleanno” con un festival al Karemaski: 11 bands spalmate in due giorni, un interessante spaccato dell’underground più underground della scena musicale indipendente dello stivale.
La scelta di festeggiare “in casa” è ovvia e non necessita altre spiegazioni: è una festa per noi, è una festa per Sons of Vesta, e ci piace l’idea di stare in famiglia. Qui di seguito la line-up e le info, più sotto, il comunicato ufficiale del festival.
SONS OF VESTA FEST #8 // 11 & 12 GENNAIO 2013
contributo all’ingresso // 5.00 euro a serata
ingresso riservato ai soli soci arci, uisp, arcigay, legambiente tesserati 2013. possibilità di tesseramento in loco.
*** LINE UP ***
VENERDI 11 // ore 22.00
MAIN STAGE // squadra omega • quakers and mormons • si non sedes is
SOLO STAGE // maurizio abate • timber rattle (u.s.a.)
AFTERPARTY DJ-SET // roghers / nonsense dj-set
SABATO 12 // ore 22.00
MAIN STAGE // amouth • la piramide di sangue • holy • the death of anna karina
SOLO STAGE // johnny mox • malaise
AFTERPARTY DJ-SET // 3brainspure
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info e contatti:
www.sonsofvesta.it // [email protected]
www.karemaski.com // [email protected]
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SONS OF VESTA FEST # 08 // COMUNICATO STAMPA
“… quando giocate voi avete già perso, condannati a non vincere mai”
Nerorgasmo – Tutto uguale
E siamo giunti all’ottavo anno di vita, increduli. Spesso ci si sente stanchi, provati dalla fatica (non poca, che ci crediate o no) di mantenere una macchina simile ben oliata e funzionante. A volte infatti gli ingranaggi del cuore meccanico che abbiamo scelto come simbolo si inceppano, vanno fuori asse, si deteriorano, e serve ben più di un pugno di grasso per mantenerli in funzione: olio di gomito, passione, pazienza sono i migliori lubrificanti a nostra disposizione.
Eppure nonostante questo, a tratti ci si sente inermi, impotenti: il mondo scorre a velocità supersoniche, i gusti cambiano, le idee mutano, si fatica a stare al passo coi tempi. Sons of Vesta è nata e cresciuta in una terra di mezzo tra la vecchia scuola e le nuove leve, e come molti appartenenti a quel periodo si trova sul filo del rasoio: la scelta è quella di venire a compromessi con la Mission che ci si è posti e trovare il modo di tirar avanti.
Non è facile, ma si fa il possibile: ci si continua a chiedere cosa sia punk e cosa no, quale valore abbia questa parola negli anni duemila e quanto possa suonare abusata e fuori contesto. Sicuramente con gli anni, anche le percezioni sono cresciute, la rabbia e l’urgenza di quella musica primitiva, brutale si sono evolute in sonorità più complesse e architettate, non prive di contenuti, ma semplicemente più “adatte” ai tempi che corrono, al modo di ascoltare, di capire.
Ma andiamo avanti, anche quest’anno è trascorso, abbiamo lavorato sodo a nuove uscite, tour, ristampe di grosso calibro, nuovi incontri e collaborazioni, progetti e piani per il futuro. E non c’è modo migliore di festeggiare che una nuova edizione del festival, vetrina di tutto ciò che ci ha appassionato e coinvolto durante l’anno.
Una due giorni ricca ed intensa che vedrà alternarsi sui due palchi del Karemaski Multi Art Lab 11 bands dal fitto e prolifico panorama underground italiano: dal deserto allo spazio, passando dai sobborghi e dalle zone industriali, le sonorità di questa edizione si snodano lungo divagazioni etniche (la piramide di sangue), deliri sonici kraut rock (squadra omega), mazzate post hardcore (si non sedes is, the death of anna karina, holy, amouth), senza disdegnare, ma anzi esaltando e promuovendo la sperimentazione (johnny mox, maurizio abate), l’elettronica (quakers and mormons) o il cantautorato (timber rattle, malaise).
A coronare il tutto, gli afterparty, curati da un’ensemble casentinese (3brainspure) e da un duo perugino (roghers).
Che altro dire? Siateci.
